Nel corso degli anni si sono susseguiti numerosi modelli teorici sui meccanismi psicologici alla base della pubblicità e le leve da utilizzare per condurre un utente a compiere un’azione.

Tra queste teorie una di quelle maggiormente di riferimento è il modello AIDA, termine che deriva dall’inglese ed è un acronimo indicante i quattro capisaldi del modello ossia awareness (consapevolezza), interest (interesse), desire (desiderio) action (azione).

In sostanza, un messaggio pubblicitario di qualsiasi tipo deve riuscire per prima cosa ad attirare l’attenzione del consumatore, poi suscitare interesse nei confronti del brand, generare il desiderio di acquistare un prodotto/servizio e portare all’azione.

 

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Le 4 fasi del modello AIDA

Consapevolezza/attenzione

Rappresenta la base di tutto il modello AIDA: toccare i “tasti” giusti per catturare immediatamente l’attenzione del tuo target di riferimento. Una persona è sottoposta ogni giorno a una sovraesposizione di annunci e di questi ne percepisce solo una piccola parte.

Da questo quadro è chiaro che risulta necessario coinvolgere l’utente con un contenuto che sia impattante, tramite immagini/video accattivanti (visual storytelling), linguaggio semplice e testi chiari e concisi.

Interesse

Catturata l’attenzione del consumatore, è necessario mantenere vivo l’interesse e far sì che il contenuto creato venga letto, guardato, ispezionato con cura e spinga l’utente ad iniziare a prendere informazioni sul prodotto, sulle sue caratteristiche e le sue peculiarità.

In questo senso si utilizza sempre più spesso la chiave dello storytelling aziendale: d’altro canto quale miglior modo che raccontare una storia per suscitare curiosità?

Desiderio

La terza fase del modello AIDA consta nella creazione di un desiderio nell’utente facendo leva sui benefici, anche emotivi, che il cliente guadagna acquistando quel prodotto, evidenziando i pregi e gli aspetti che lo rendono unico rispetto alla concorrenza.

ll prodotto/servizio deve rispondere a un bisogno generato nel consumatore dal messaggio pubblicitario.

Azione

L’ultima fase di AIDA è quella in cui l’utente compie un’azione. In base a quello che il brand propone e all’obiettivo della campagna pubblicitaria il consumatore può diventare cliente per esempio acquistando un prodotto o un servizio, oppure iscrivendosi ad una newsletter o compilando un form e lasciando i suoi dati.

Considerazioni finali

Pur essendo evidente quindi che, trattandosi di un modello teorico-comportamentale presentato per la prima volta nel 1898, AIDA non sia una garanzia di successo e vada assunto per quello che è, ossia una teoria, è altrettanto chiaro che queste leve di cui abbiamo parlato sono anche quelle che devono guidare un social media manager per la scrittura di un copy che sia ingaggiante ed empatico anche mediante l’utilizzo di immagini/video che “catturano l’attimo”.

Come detto, il fine del nostro messaggio deve essere quello di cercare di immedesimarsi con il proprio target di riferimento e i loro bisogni per condurli a compiere una determinata azione (dalla registrazione ad un sito web o ad una newsletter, all’acquisto di un prodotto o di un servizio).

af creative designer

Se sei interessato a saperne di più sul modello AIDA, contatta il nostro team! Puoi mandare una mail ad afcreativedesigner@gmail.com  oppure chiamarci al numero +393516405940

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